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Un laghetto per Nina

Il laghetto e Nina

Tutto è iniziato con la fontana del campo, che non buttava più. E’ andato avanti con un mese in cui ho fatto la spola fra la fontana di casa e il campo per portare acqua alle ragazze (Nina, Stella e Piccola Maggy). Si è concluso con una decisione: dovevo fare qualcosa.

Lavori in corso

Ovvero: prima cosa abbassare la fontana per permetterle di buttare ancora. Seconda approfittarne per creare un laghetto per le pelose.

Laghetto

Sabato scorso abbiamo fatto i lavori, Giampaolo, l’idraulico, all’escavatore (non voglio pensare ai costi), Alfonso al trattore per portare via un po’ di terra. Le cavalle e i cani in osservazione.

Laghetto

Dopo cinque ore di movimento terra e lavori idraulici, l’acqua è tornata. Il laghetto è stato riempito e le ragazze l’hanno inaugurato. Fra eccitazione e timori.

Una pillola contraccettiva per contenere la razza. Succede ai Dartmoor pony, un’antica razza inglese di pony, originaria dell’altopiano del Dartmoor, nel Devon sud-occidentale in Gran Bretagna.

Dartmoor Pony

Dartmoor Pony

La presenza dello Shetland nelle stesse zone mise in pericolo la sopravvivenza della razza, ma, dalla fine del XIX secolo, la Dartmoor Pony Society vigila sulla sua integrità e ne controlla la selezione.

Dartmoor Pony

Dartmoor Pony

Lo ha fatto molto bene visto che oggi la popolazione è decisamente oltre il limite dei guardia. E si è deciso di intervenire con un progetto pilota di controllo delle nascite fra i pony allo stato selvatico. Una decisione sofferta e causata anche dalla crisi economica. Il mercato dei cavalli, anche in Gran Bretagna, non è affatto in buona salute.

Hanno scritto che Nicole Graham è molto di più di una padrona o una proprietaria. E’ vero. Astro era ed è il suo grande amico. Il suo amore.

Chiunque abbia un cavallo, e ogni altro animale con cui condivide le sue giornate, capisce fino in fondo la speranza, la tenacia, la volontà, l’amore di Nicole per Astro.

Una brutta avventura a lieto fine. Salvato dalle fango, dalle sabbie mobili. In un’idilliaca spiaggia australiana. Lui ha 18 anni. Lei 23. Insieme per sempre.

L’abbraccio di Nicole e Astro commuove. Il suo affidarsi, appoggiando la testa inerme, nelle braccia dell’amica, stringe il cuore.

Astro sapeva, anche se stava lasciandosi andare al suo destino, che Nicole non l’avrebbe mai abbandonato.

Quello sguardo mi ricorda così tanto quello della mia Margherita. Il giorno in cui aveva capito che stavo amandola più di ogni altro giorno. Lasciandola andare.

E alla fine arrivò la neve

Domenica 12 febbraio 2012: alla fine anche la marca trevigiana si svegliò sotto la neve. Grande festa in campo!

Nina e Piccola Maggy ci aspettanoNina e Piccola Maggy ci stanno aspettando

Soprattutto Nina ci sta aspettando Soprattutto Nina non vede l’ora di giocare

Stella è perplessa Stella è perplessa

Piccola Maggy è proprio una cucciola

Piccola Maggy è proprio una cucciola

Nina

Nina è bellssima

Nina E nella neve si sente finalmente a casa.

E’ tempo di tisane

Ogni inverno la mia amica Lisa arrivava da Mister, il suo attempato purosangue, con un bel thermos di tisana. Un bicchierino per lei e un tazzone per lui.

Camomilla

Camomilla

Quando fa freddo i cavalli tendono ad avere meno sete. Dovrebbero bere circa 20 litri di acqua al giorno, ma non sempre succede e il rischio che si disidratino è reale.  Soprattutto per quei cavalli che “lavorano” in maneggio, sudano anche quando fuori c’è la neve e che di acqua al giorno dovrebbero berne fino a 40 litri.

Convincere un cavallo a bere è un’impresa impossibile. Controllare quanto beva altrettanto difficile. Quindi le strade sono due: reintegrare i sali minerali oppure preparagli una bella tazza di tea. Quest’ultima è un’abitudine rara dalle nostre parti, ma molto diffusa in Gran Bretagna.

Come Lisa, con Nina la bardigiana ho preferito la seconda strada. Per la verità è stata lei a scegliere per me. E come spesso succede ce l’ha messa tutta per farsi capire dall’umana compagna. Un giorno, con la neve alta, mi sono portata in campo un thermos con un’ottima camomilla, calda e zuccherata con miele. Nina non mi lasciava in pace. Con il muso mi spingeva e annusava senza sosta. Poi ha cominciato a rampare.

Inverno 2010, Nina con la Piccola Maggy sulla neve

Inverno 2010, Nina con la Piccola Maggy sulla neve

E’ stato dopo cinque minuti di queste scene che ho capito cosa davvero volesse: la camomilla. Ho preso una ciotola, ci ho versato la camomilla, l’ho fatta raffreddare un po’ (i cavalli sono animali ingordi) e poi gliela ho messa sotto il naso. Nina mi ha guardato, ha sospirato e ha immerso il suo musone nella camomilla, aspirandola in pochi minuti.

Allora ho cominciato a informarmi. Su cosa avrei potuto darle e perché. Gli amici scozzesi mi sono stati utili. Oltre alla camomilla, che ha un effetto calmante per tutti, ho preparato tisane di menta piperita, utile per quei cavalli soggetti a piccole coliche. Infusi con dente di leone, un buon rimedio per i cambi di stagione perché disintossica.

Immancabile la rosa canina per rinforzare il sistema immunitario (ma anche per i cavalli anziani con qualche dolore da artrite). Non sono ancora arrivata al lampone. Gli amici scozzesi lo usano per problemi alle alte vie respiratorie e per tranquillizzare i bollenti spiriti di alcune cavalle.

Fra terra e mare

Fra terra e mare

Non so dove siano questo cavallo e questo cane. In quali mari. Fra quali terre.
Non so cosa sia loro successo. Se nascondano una storia drammatica o un gioco fra amici.

Ho trovato questa immagine su Facebook. Non è un fotomontaggio. E’ solo fantastica.

La paura e le carezze

Piccola Maggy lo scorso novembre

Piccola Maggy lo scorso novembre,non si nota ma siamo nel periodo clou della sfida

Quando è arrivata a casa mia Piccola Maggy aveva appena 4 mesi. Ed era ingestibile. Mordeva, calciava,ti veniva incontro con le orecchie abbassate e gli occhi aggressivi.

Pensavo fosse una piccola femmina alfa.Di quelle che appena crescono prendono il comando del branco. Per la verità anche il veterinario aveva la stessa opinione di quella creatura buffa.

Con la Nina sulla neve

Con la Nina sulla neve

Avrebbe voluto dire che anche Nina, per quanto grande, grossa e più “anziana” prima o poi sarebbe diventata la gregaria. Di una mostriciattola.

Non lo nascondo: ero un po’ impaurita da Piccola Maggy. Perché non mi sono mai trovata a dover allevare da sola un puledro. E perché prendersi un calcio da quei piccoli zoccoli impazziti avrebbe potuto significare un gran dolore.
Quindi stavo ben attenta a come mi muovevo fra loro. Ma mi chiedevo fino a che punto avrei potuto continuare così.

Un’amica che lavora con i pony non ha avuto dubbi di fronte a Piccola Maggy: bisognava domarla. Già, ma come?

Bisognava farle capire, con le regole del branco, che ero io la capobranco.Non lei. Quindi ogni volta che lei mi avrebbe aggredito, io avrei dovuo reagire con più forza. Magari con un frustino in mano.

Grandi rotoloni...

Grandi rotoloni...

Non me la sono sentita. Mi sono mossa con l’istinto. Lasciando da parte la mia natura di predatore. Anzi partendo proprio da questa. E pensando a come lei si sentiva una preda.

Perché forse, mi sono detta, l’aggressività di Piccola Maggy era dovuta alla paura. Chissà come erano stati i suoi primi quattro mesi di vita. Chissà che rapporti aveva avuto con gli umani.

Insomma, avrei dovuto prenderla con le buone. In qualche modo. E comunque era l’unico modo che potevo concepire.

Ho cominciato ad accarezzarla da lontano, con uno stick arancione, quello che Pat Parelli utilizza per la doma dolce. Poi, restando protetta fuori dal recinto, ho iniziato ad accarezzarla sul corpo.

Sorpresa: Piccola Maggy non solo ci stava, ma mostrava di apprezzare le carezze energiche, una sorta di grooming sul suo piccolo corpo che nessuno fino a quel momento le aveva mai fatto. Neppure Stella.

Sono stati sufficienti pochi giorni. Le mie carezze l’hanno conquistata. In modo totale.

Ci ho messo diciamo sei mesi a stabilire una relazione pienamente serena, ma oggi, appena mi vede, mi viene incontro allegra e pretende tante carezze.

Mi appoggia il musino sul braccioe si fa stringliare, pettinare la criniera, spazzolare le zampette, sistemare la frangetta. Ora riusciamo perfino a farle i piedi.

Un raro momento di riposo

Un raro momento di riposo

Certo, quelle piccole orecchie sono spesso abbassate in segno di sfida…ma questo è il suo carattere. E’ sicuramente una femmina alfa, dominante. Ciò significa che non dovrò comunque abbassare la guardia. Soprattutto in quei giorni in cui ha la luna rovescia.

Ma grazie a tutte queste carezze oggi siamo grandi amiche.
E avevo ragione: Piccola Maggy aveva solo paura.

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